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sábado, 25 de junio de 2016





Ci sono cose nelle quali noi mortali ci perdiamo come un 

vecchio nel posteggio di un grosso centro commerciale.


Stiamo lì, sul filo del rasoio dei minuti persi e delle giornate

che stanno per arrivare.


Quando siamo venuti al mondo a nessuno di noi é stato detto 

che il gioco era questo, che i giorni vengono regalati, mai 

venduti e mai sprecati.


Ho corso come una pazza per cercare di arrivare, per 

stancare così tanto l’altra me che quasi non mi sono accorta

che in questa corsa sono passati cinque anni, di quelli 

importanti, di quelli che ti fanno invecchiare, di quelli che 

fanno marcire gli alberi più grossi.


Sono.


Vengo del freddo e adoro consumarmi sotto un clima caldo

che schiaccia il mondo, che ci rende tutti uguali come la 

morte, come il sesso.



E ti scopo. E mi piaci. Ma non godo. Non con l’anima…

Forse pure le nostre scopate sono solo a metà.



 Ti ho detto che mi ero innamorata di te: forse sono come 

Alice: «que dice que te quiere cuando ya te ha abandonado».



* Corrección: Mirko TB.





lunes, 13 de abril de 2009

Per una terra che potessi chiamare amica




Per il distacco;
Per l’emozione di quello che parte e la tristezza di quelli che rimangono.

Per la lontananza.
Per il viaggio in se.

Per essere da solo tremando sopra la pelle del mondo
Per affondare i piedi scalzi nella sabbia tiepida ti un tramonto del mese d’agosto
Per il colore bruciato di una città barocca.

Per la dolcezza del ritorno e la condanna dell’abbandono.

Per la vita che ci ruba l’innocenza.
Per il caos di quegli che sono caos.
Per il disincanto che diventa fede.

Per tutta la “roba” che ci insegna a restare soli.

Per la fede che diventa culla.

Per La Madre spaventata
Per Il Padre che vede tornare al figlio indenne.

Per la culla che arriva ad essere destino.

Per tutte le tempeste che annunciano i fulmini.

Per quegli che sanno del dolore e leggono nelle tue cicatrici.
Per i segni che non si vedono e solo noi sappiamo riconoscere.

Per tutti i fulmini che si sono accessi senza portare pioggia……

Per i ricordi, per conoscere. Per saper dimenticare… per volare, per il mio cane.
Per la stanchezza.

Per l’idea, per i libri, per la storia, per te… Per me

Per il grembo materno.

Per la crudeltà del cemento e la lontananza del paesaggio.

Per la trasformazione.

Per la bugia che si fa metafora,
per la metafora che prende vita.

Per i tuoi ricordi: Per i treni, per le navi…

Per inseguire un sogno…

Per una terra che potessi chiamare amica.